Il calendario del collezionismo italiano ha in evidenza le date del 29 e 30 maggio. La celebre casa d’aste Farsettiarte, pilastro del mercato nazionale con sede a Prato, si appresta a battere un catalogo che promette di tastare il polso al mercato dell’Arte Moderna e Contemporanea. Il catalogo di questa stagione non è solo una lista di lotti, ma una mappatura dei linguaggi che hanno reso grande l’arte italiana nel mondo, con una selezione di opere che spaziano dall’astrazione del dopoguerra fino al ritorno alla pittura degli anni Ottanta. Per chi segue CollezionArti, le sessioni di Farsetti non sono solo un’occasione di acquisto, ma un vero e proprio barometro dei trend: cosa tiene il prezzo? Quali autori stanno vivendo una “seconda giovinezza” critica?

I Grandi Maestri del Novecento

Come di consueto, il punto di forza di Farsetti risiede nella selezione di opere che hanno definito l’estetica del secolo scorso. In questa tornata, l’attenzione è rivolta ai nomi che garantiscono solidità all’investimento. Immancabili le tele che esplorano il concetto di superficie e profondità. Farsetti mantiene sempre un legame fortissimo con il secondo dopoguerra ma di alta qualità. Opere di autori come Giorgio de Chirico o Afro, Giuseppe Capogrossi o Sandro Chia rappresentano spesso i maestri che attirano l’interesse dei grandi manager dell’arte.

Perché puntare su questi artisti? Rappresentano i pilastri della nostra identità artistica. Se i primi due garantiscono una solidità da “Blue Chip” (artisti storicizzati con mercato stabile), Sandro Chia rappresenta la dinamicità di un settore che sta vivendo un’importante rivalutazione critica e commerciale.

Il Consiglio di CollezionArti: quando si valuta un’opera di questi maestri in asta, l’attenzione deve cadere in particolare sulla datazione. Per quanto una grande opera trascenda l’anno di realizzazione, è ormai un trend consolidato che le opere più tarde (nella riconoscibilità di un linguaggio che identifichi chiaramente l’artista), siano più ricercate di quelle di recente o recentissima realizzazione. Un Afro del periodo americano o un Capogrossi degli anni Cinquanta possono fare la differenza, anche in termini di rivalutazione futura.

Se il Novecento italiano è il cuore pulsante, la sezione dedicata al contemporaneo sposta lo sguardo su linguaggi più internazionali e sperimentali. Pop Art e Iperrealismo. C’è grande attesa per le grafiche e i multipli d’autore, segmenti che permettono anche ai nuovi collezionisti di avvicinarsi a nomi iconici senza affrontare l’impegno economico del pezzo unico. Mario Schifano immancabile protagonista, spesso presente con i suoi “monocromi” o le rivisitazioni dei loghi pubblicitari (come Coca-Cola o Esso). Accanto a lui, le visioni enciclopediche e minuziose di Gianfranco Baruchello offrono una profondità concettuale unica, ideale per un collezionismo colto. Andy Warhol; frequentemente presente con grafiche e serigrafie che permettono di toccare il mercato internazionale. Le grafiche firmate di Warhol possono rappresentare un buon “entry level” per chi vuole iniziare a collezionare nomi “sicuri” senza i budget milionari. Immancabili le tele che esplorano il concetto di superficie e profondità. Si attendono lotti di rilievo per quanto riguarda l’universo di Lucio Fontana e le geometrie rigorose degli anni Sessanta e Settanta. In questo solco si inseriscono le estroflessioni di Agostino Bonalumi e il rigore monocromo di Enrico Castellani, artisti che hanno trasformato la tela in un oggetto tridimensionale e di cui la domanda internazionale rimane altissima. Accanto a loro, la preziosità cromatica di Tancredi Parmeggiani rappresenta una chicca per i collezionisti più raffinati, testimoniando quel passaggio cruciale tra segno e spazio.

Perché puntare su questi artisti? Rappresentano i pilastri della nostra identità artistica che però cerca di aggiornarsi cercando eredi da far diventare protagonisti quando i miti non saranno più accessibili. Dopo De Chirico e Afro, la Transavanguardia e l’Arte Povera vivono una costante rivalutazione. A questi si affiancano i protagonisti della Nuova Scuola Romana tra cui spiccano Marco Tirelli e Piero Pizzi Cannella, capaci di coniugare memoria e contemporaneità con un’eleganza che conquista sempre più spazio nelle collezioni europee.

L’Arte Analitica è un movimento che sta vivendo una fase di riscoperta critica e di mercato. Autori che hanno lavorato sulla ridefinizione della pittura come “oggetto” sono oggi osservati speciali per la loro crescita costante nelle quotazioni. Giorgio Griffa continua ad essere al centro dell’attenzione tra gli artisti identificati all’interno di questo importante momento della teoria artistica italiana. Le sue tele grezze, caratterizzate da segni elementari, sono oggi oggetto di una fortissima richiesta internazionale. Riccardo Guarneri non è di certo un nome nuovo nel panorama della critica ma rinnovato è l’interesse verso il suo lavoro anche dal punto di vista mercantile.

Partecipare (o anche solo osservare) un’asta di questo calibro è fondamentale per capire la “liquidità” degli artisti. In un momento economico complesso, l’arte si conferma un asset rifugio, ma la selezione di Farsetti ci dice di più: ci indica quali opere possiedono quel “pedigree” (provenienza, esposizioni, pubblicazioni) necessario per brillare in sala.

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