Abbiamo seguito ieri in diretta la sessione d’aste di Fabiani Arte a Montecatini Terme, dedicata all’Arte Moderna e Contemporanea. Il responso finale della sala e dei collegamenti live traccia un quadro estremamente positivo sullo stato di salute del collezionismo: la quasi totalità delle opere in catalogo è andata venduta, a conferma di un mercato vivace e desideroso di acquisti di qualità.
In un momento storico in cui la speculazione del contemporaneo immediato tende a mostrare qualche fisiologica crepa, la risposta dell’asta live ha dimostrato che la Transavanguardia tiene eccellentemente come valore, così come tengono saldi i fondamentali del Novecento storicizzato.
La Transavanguardia alla prova del mercato: il mito della pittura che non cede
Tra le sezioni di maggior interesse della vendita, la Transavanguardia teorizzata da Achille Bonito Oliva ha ribadito una tenuta di valore invidiabile sul mercato secondario. Le opere in catalogo di maestri come Francesco Clemente e Mimmo Paladino sono andate regolarmente aggiudicate, scatenando rilanci puntuali tra schede telefoniche e piattaforme live: la loro pittura ricca di materia, mito e segno si conferma un asset solido e ricercato per i portafogli d’arte più avveduti.
La materia, il gesto e lo spazio: la dialettica tra Fontana e Ceroli
Un nodo concettuale di grande spessore all’interno dell’asta è stato rappresentato da due figure che, pur con percorsi autonomi, hanno ridefinito la percezione dello spazio e della materia nel secondo Novecento.
Lucio Fontana: la cui iconica ricerca spaziale continua a essere un perno imprescindibile per chiunque cerchi un’opera dal respiro internazionale e dal valore storicizzato. La presenza del maestro ha catalizzato l’attenzione della sala con aggiudicazioni all’altezza delle aspettative.
Mario Ceroli: si conferma tra le parabole di crescita più impressionanti degli ultimi anni. Le sue sagome e sculture in legno, capaci di dialogare a loro modo con il rilievo, la forma e lo spazio come già fatto dalle ricerche di Fontana, hanno visto i propri valori raddoppiare nell’arco di appena quattro-cinque anni, registrando l’ennesima conferma d’asta tra collezionisti che ne riconoscono la potente sintesi tra teatralità e memoria classica.
Riscoperte, Pop e Novecento Storico: Sironi, Corpora, Adami e Landi
Mario Sironi: presente in catalogo con il suo inconfondibile rigore compositivo e la potenza architettonica della figura, a conferma della solidità delle grandi firme storiche.
Antonio Corpora: grande soddisfazione per un artista di valore indiscutibile che finalmente torna a far parlare di sé sul mercato, piazzando l’opera in catalogo con risultati estremamente convincenti e un rinnovato interesse della critica.
Valerio Adami e Sergio Landi: risposta pronta da parte della sala, con rilanci continui che confermano l’alto gradimento per la figurazione intellettuale Pop di Adami e per la ricerca segnica di Landi.
Il “Rifugio” Toscano: la certezza di Berti e Nativi
Un occhio di riguardo va riservato alla scuola toscana del secondo dopoguerra, che da Fabiani gioca in casa trovando riscontro a livello nazionale. Solida ed esauriente la risposta dei collezionisti verso i protagonisti del manifesto dell’Astrattismo Classico del 1950.
Sia Vinicio Berti ,con le sue griglie geometriche tese e intrise di rigore costruttivo, sia Gualtiero Nativi, con la sua nitidezza formale e la purezza cromatico-spaziale, hanno visto i propri lotti regolarmente venduti, confermando una richiesta costante che continua a premiare la storia e la qualità dell’avanguardia fiorentina.
Eccezioni e Colpi di Scena: l’invenduto illustre e il volo di Wifredo Lam
Non sono mancati i colpi di scena, che rendono ogni asta un termometro reale e mai scontato delle dinamiche di mercato.
L’invenduto d’eccezione: la grande opera di Giacomo Balla, proposta come uno dei pezzi forti del catalogo, non ha trovato il rilancio decisivo ed è rimasta invenduta. Un segnale di come oggi persino i grandissimi nomi del Futurismo debbano fare i conti con stime d’attacco particolarmente impegnative o con un collezionismo più cauto sui grandi lotti.
L’exploit dell’asta: il vero protagonista della giornata è stato senz’altro Wifredo Lam. La sua opera ha scatenato una vera e propria gara al rialzo tra i collezionisti, salendo vertiginosamente fino a chiudere ben oltre la stima massima prevista dal catalogo.
Considerazioni finali
A battito fermo, la tornata di Fabiani Arte lascia un messaggio chiaro al mercato: la qualità della provenienza e la solidità del percorso critico pagano sempre. Con una percentuale di venduto quasi totale, la tenuta della Transavanguardia e la crescita sostenuta di Ceroli, la giornata di ieri conferma che il collezionismo italiano sta attraversando una fase di grande maturità e consapevolezza.
