
CollezionArti ha intervistato una giovane artista romana che seguiamo con interesse.
Alessandra Carloni ci racconta il suo percorso e i suoi progetti futuri.
Alessandra, tu ti sei diplomata all’Accademia di Belle Arti e poi ti sei laureata in Storia dell’Arte. Che ruolo ha la tua formazione nel tuo lavoro di artista?
La mia formazione nasce da un percorso fortemente accademico: prima il liceo artistico, poi l’Accademia di Belle Arti. Successivamente ho scelto di laurearmi in Storia dell’Arte per approfondire in modo più teorico e critico soprattutto il primo Novecento, ambito su cui mi sono specializzata. Il ruolo dell’Accademia è stato fondamentale soprattutto dal punto di vista tecnico e formativo: lo studio del disegno, della composizione e, in particolare, dell’uso del colore mi ha fornito gli strumenti necessari per costruire un linguaggio visivo solido. Più che definire uno stile in senso stretto, l’Accademia mi ha aiutata a maturare una consapevolezza del mezzo espressivo, che nel tempo mi ha permesso di sviluppare una mia identità artistica personale e riconoscibile.
Da dove nasce la tua ricerca artistica? Cosa ha determinato il tuo linguaggio?
La mia ricerca artistica nasce da un percorso di evoluzione nel tempo. Le sue radici affondano nel disegno e nell’illustrazione: da giovanissima mi sono formata attraverso i fumetti, in particolare quelli giapponesi, e i libri illustrati, che hanno alimentato il mio immaginario e il mio interesse per la fantasia e la narrazione visiva. Questo elemento fiabesco ha sempre caratterizzato il mio linguaggio fin dagli esordi, ma nel tempo si è intrecciato con una crescente consapevolezza del segno e della pittura, maturata attraverso la formazione accademica e la pratica artistica. Oggi il mio lavoro unisce l’immaginazione e la dimensione narrativa a un uso espressivo del gesto pittorico, in cui disegno e colore diventano strumenti centrali di racconto.
Quanto è importante il rapporto con le gallerie?
Il rapporto con le gallerie è fondamentale per un pittore e, più in generale, per ogni creativo. Da un lato permette di sviluppare e consolidare un percorso artistico attraverso progetti e mostre; dall’altro rappresenta un passaggio essenziale nel rapporto con il mercato dell’arte. Un artista, pur dedicandosi con passione alla propria ricerca, deve anche poter vivere del proprio lavoro e misurarsi con una crescita che non è solo tecnica o espressiva, ma anche professionale. La collaborazione con le gallerie consente di dare continuità al proprio percorso, di costruire un’identità riconoscibile e di far conoscere il proprio lavoro attraverso una risposta concreta del pubblico e del mercato. Questi rapporti possono essere transitori o durare nel tempo: nel mio caso collaboro da anni con alcune gallerie che credono nella mia ricerca e ne hanno seguito l’evoluzione. Alla base di tutto, ritengo fondamentale un rapporto di fiducia reciproca tra artista e galleria.
Quale importanza ha l’arte pubblica, mi riferisco ai murales, nella tua ricerca?
L’arte pubblica rappresenta per me un percorso fondamentale, parallelo e complementare a quello della pittura in atelier. Nasco come pittrice, ma portare il mio mondo fuori dallo studio significa metterlo in relazione con uno spazio reale, con un territorio e con le persone che lo abitano. Nel tempo i muri hanno acquisito per me un’importanza pari al lavoro in studio, perché aggiungono una dimensione territoriale e dialogano con la storia, l’identità e la tradizione dei luoghi, che siano borghi o contesti urbani. Ogni intervento murale, al di là dell’impegno fisico ed energetico che richiede, è un’esperienza formativa a 360 gradi, capace di arricchire profondamente la mia ricerca. Pittura in atelier e arte pubblica sono due ambiti diversi – uno più intimo, l’altro più fisico e collettivo – ma si alimentano e si compensano reciprocamente.
Progetti futuri?
Tra i progetti futuri c’è innanzitutto una mostra personale prevista per il 29 marzo alla Galleria Croma, nel quartiere Mandrione a Roma , che raccoglierà la mia ricerca pittorica più recente. In esposizione ci saranno lavori su tela e su carta che raccontano questi nuovi mondi sospesi, micromondi in cui uomo e natura convivono in una dimensione metafisica e surreale, con una presenza sempre più centrale del segno e del disegno come elementi strutturanti dell’opera. Parallelamente sono in cantiere diversi progetti di arte pubblica: nei prossimi mesi realizzerò nuovi interventi murali e un laboratorio sul tema del bullismo in una scuola nel nord di Roma. Prosegue inoltre il lavoro collettivo con Codex Gamut, un progetto che nasce dalla collaborazione con artisti provenienti da linguaggi diversi, nell’ambito del muralismo e dei graffiti. Un percorso a più mani che mira a creare una sintesi armonica e una nuova unicità stilistica. Dopo alcuni interventi già realizzati, soprattutto nel quartiere EUR, stiamo progettando un grande muro previsto tra marzo e aprile, insieme ad altre iniziative che si svilupperanno nel corso dell’anno.



Si preferisce in questa sede rimandare al sito dell’artista per l’approfondimento biografico e bibliografico sul suo lavoro.
