Luigi Caccia Dominioni

C’è una sottile linea di demarcazione tra l’arredare uno spazio e l’imporvi una presenza drammaturgica. Nel dopoguerra italiano, il razionalismo rischiava di irrigidire il design entro i confini di un utilitarismo freddo. Tuttavia, una figura aristocratica scompaginò le carte della cultura visiva milanese. Quella figura era Luigi Caccia Dominioni, e l’oggetto destinato a sintetizzarne l’intero pensiero è un capolavoro del 1958: la sedia Catilina Caccia Dominioni.

Non si tratta di una semplice seduta. La Catilina è un manifesto etico nascosto da oggetto di consumo d’alta gamma. Rappresenta il tentativo di trasformare il ferro battuto in un’architettura della compostezza.

Le origini. Dalle sedie dell’antica Roma ai salotti di Milano

Per comprendere la sedia Catilina Caccia Dominioni, occorre prima di tutto contestualizzarne l’origine. Nata sotto l’egida di Azucena, la casa d’edizione fondata nel 1947 da Caccia Dominioni con Ignazio Gardella e Corrado Corradi Dell’Acqua, la sedia deve il suo nome al senatore romano Lucio Sergio Catilina. Non vi è però alcuna nostalgia imperialista o classicismo accademico in questo richiamo, ma una raffinata ironia sociologica.

La sedia evoca la struttura del sella curulis, il seggio pieghevole riservato nell’antica Roma ai magistrati e ai patrizi. Caccia Dominioni prende l’archetipo del trono e lo svuota della sua pesantezza. Inserita negli interni borghesi della Milano della ricostruzione, la sedia non invita al relax informale. Al contrario, la sedia invita alla presenza a sé stessi. È pensata per conversare, per mantenere una postura retta e per ascoltare. È un trono per l’uomo contemporaneo che preferisce l’eleganza alla massa.

L’anatomia dell’essenziale: ferro e proporzioni perfette

Da un punto di vista formale, la sedia rappresenta una lezione magistrale di sintesi geometrica e maestria artigianale.

Il semicerchio di ferro: la struttura portante è ridotta all’essenziale. Un nastro d’acciaio piegato e laccato disegna un semicerchio perfetto che funge da schienale e braccioli.

I montanti sottili: la struttura si regge su aste esili ma stabili. Caccia Dominioni applica all’arredo la stessa precisione che riservava alle sue architetture milanesi.

Il cuscino galleggiante: l’elemento d’appoggio è una morbida galletta imbottita che sembra fluttuare nel telaio metallico. Risponde alla volontà di bilanciare la freddezza del metallo con la caldezza del tessuto o della pelle.

L’effetto visivo è spiazzante. La sedia appare leggera e quasi bidimensionale di profilo, ma possiede una forza scenografica capace di ancorare qualsiasi ambiente.

Chi produce la sedia Catilina oggi e quanto costa?

Per i collezionisti e gli appassionati è fondamentale comprendere la continuità industriale di questo grande classico del design:

La produzione storica Azucena (1958 – 2018). Per sessant’anni la sedia è stata prodotta ed edita ininterrottamente da Azucena, il marchio d’autore fondato da Caccia Dominioni.

La svolta con B&B Italia (2018 – Oggi). Nel 2018, il prestigioso gruppo B&B Italia ha acquisito lo storico marchio Azucena. Oggi la sedia Catilina è regolarmente in produzione ed è inserita nel catalogo della collezione Azucena di B&B Italia.

La sedia viene realizzata oggi nel pieno rispetto dei disegni e delle proporzioni originali, ma avvalendosi delle più avanzate tecnologie produttive.

Prezzo del nuovo a listino: una sedia Catilina prodotta oggi da Azucena di B&B Italia ha un prezzo di partenza che oscilla tra € 2.000 e € 2.500, a seconda della finitura della struttura in acciaio (laccata in nero, grigio antracite, verde inglese, rosso cina o blu marino) e del rivestimento del cuscino (pelle o tessuto pregiato come il mohair).

La sedia Catilina Caccia Dominioni sul mercato delle aste

Nel mercato del modernariato e del collezionismo d’arte decorativa, questa seduta gode di una domanda costante. Poiché è stata prodotta per diversi decenni, il valore dei pezzi vintage d’epoca varia in base allo stato di conservazione, all’anno di produzione e all’omogeneità dei set.

In quali case d’aste si trova?

La sedia appare con grande regolarità nei cataloghi dedicati al Design & Arti Decorative del XX Secolo:

In Italia: Finarte, Il Ponte Casa d’Aste, Cambi Aste, Capitolium Art e Aste Bolaffi.

All’estero: Sotheby’s, Christie’s, Artcurial (Parigi), Wright (USA) e Phillips.

Sulle piattaforme di retail e gallerie specializzate come 1stDibs o Pamono, un singolo esemplare d’epoca Azucena ben conservato o restaurato viene proposto ai collezionisti privati tra € 1.800 e € 2.800.

Guida all’acquisto per il collezionista

Conservazione della laccatura: nelle edizioni storiche Azucena, piccole sbeccature sulla vernice sono naturali. Se la struttura non presenta ruggine profonda, la patina originale è spesso preferita dai collezionisti puri rispetto a una rilaccatura totale.

Verifica del cuscino e del rivestimento: assicurati che il cuscino mantenga la forma originale. I rivestimenti d’epoca o coerenti con la palette classica di Caccia Dominioni (velluti scuri, mohair o pelli piene) garantiscono il massimo mantenimento del valore nel tempo.

Un investimento d’eleganza senza tempo

Acquistare la sedia Catilina Caccia Dominioni,che si scelga un pezzo vintage d’epoca Azucena passata in asta o una riedizione contemporanea prodotta da B&B Italia ,significa possedere un frammento indelebile di storia del design milanese.

Non è una seduta per tutti. Richiede un collezionista consapevole, capace di apprezzare la compostezza e il valore della presenza. Sedersi sulla Catilina equivale a partecipare a un rito di eleganza senza tempo: un dialogo diretto tra l’eredità dell’antica Roma e il miglior collezionismo contemporaneo.

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aL’eleganza della forma. Guida all’Asta di Design di Wannenes