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La musica e il cinema sono forme d’arte totalizzanti. Alcune performance attoriali e musicali nulla hanno da invidiare ad altre espressioni creative per la complessità della loro costruzione geometrica, sia visiva che sonora. Per la vita creativa di un individuo potrebbe già bastare una simile consapevolezza; eppure, sono moltissimi gli artisti dello spettacolo, gli attori in particolare, che dipingono, sono andati oltre, sperimentando con successo le arti visive accademiche.

Molti divi di Hollywood e leggende della musica si sono cimentati con le arti tradizionali come la pittura e la scultura, riscuotendo alterne fortune. Questo dimostra che la notorietà mediatica può aiutare ad accendere i riflettori, ma da sola non basta. In questa indagine visiva, il cuore della ricerca si concentra quasi sempre sulla figura umana: un tentativo intimo di interpretare una realtà che per gli attori è già finzione e per i musicisti rappresenta un accompagnamento poetico e talvolta surreale.

Lo slancio plastico di Brad Pitt e Michael Stipe

Icona indiscussa del cinema mondiale, Brad Pitt si dedica da diversi anni alla scultura con un approccio sorprendentemente fisico e materico. Nel 2022, al Sara Hildén Art Museum di Tampere (Finlandia), l’attore ha esposto le sue opere accanto a quelle del cantautore e poeta Nick Cave. I grandi bassorilievi di Pitt cristallizzano momenti d’azione che sembrano uscire da un gangster movie, mentre le sue sculture in silicone a forma di casa archetipa – alterate da fori che evocano colpi di arma da fuoco – colpiscono per eleganza e forza emotiva.

Prima ancora di iniziare la sua straordinaria carriera musicale con i R.E.M., anche Michael Stipe ha studiato fotografia e pittura all’Università della Georgia. Dopo lo scioglimento della band, Stipe si è dedicato quasi esclusivamente alle arti visive. La sua modalità espressiva prediletta rimane il ritratto fotografico del corpo umano, ma la sua ricerca spazia con disinvoltura verso la pittura, la ceramica e la scultura di grandi dimensioni.

Perché gli attori che dipingono come Anthony Hopkins e Pierce Brosnan cercano l’arte?

Sir Anthony Hopkins, vincitore di due Premi Oscar, fa parte a pieno titolo degli attori che dipingono con maggiore trasporto emotivo. Ha debuttato pubblicamente come pittore nel 2005 in Texas, esponendo poi i suoi acrilici nelle principali gallerie d’Europa e del Nord America. Influenzato da maestri del Novecento come Oskar Kokoschka e Francis Picabia, Hopkins crea volti dai colori brillanti e intensi utilizzando solo una spatola o lavorando a inchiostro su carta, traducendo in chiave surreale i suoi sogni vividi.

Per Pierce Brosnan, indimenticabile interprete di James Bond, la pittura ha rappresentato una vera e propria terapia psichica, nata nel 1987 durante la dolorosa malattia della prima moglie Cassandra. I suoi dipinti deformati e ricchi di contrasti cromatici fungono da autobiografia visiva. Nel 2018, durante l’asta di beneficenza Cinema Against AIDS, un suo ritratto di Bob Dylan è stato battuto per oltre un milione di dollari.

Il ritratto Pop di Johnny Depp e la svolta di Paul McCartney

Anche la star di Pirati dei Caraibi, Johnny Depp, è un ritrattista prolifico che focalizza la sua attenzione sui membri della sua famiglia e sui colleghi del cinema e della music

Lo stile pittorico di Johnny Depp risente fortemente dell’influenza della Pop Art. Fonte: Etsy

«Amo le facce delle persone, i loro occhi. Perché se vuoi trovare le emozioni, devi guardare cosa sta succedendo nei loro occhi» — Johnny Depp.

Lo stile con cui Depp affronta il ritratto ha molto a che vedere con la Pop Art di Andy Warhol, una propensione visibile anche nella scelta di utilizzare serigrafie per la riproduzione in serie delle sue opere, le quali stanno generando vendite da milioni di euro nelle gallerie internazionali.

Molti di questi artisti si ritraggono a vicenda. Un celebre ritratto dedicato a David Bowie porta ad esempio la firma di Sir Paul McCartney. Il leggendario cantautore di Liverpool si è avvicinato stabilmente alla pittura nel 1983, folgorato dai lavori dell’espressionista astratto Willem de Kooning. Nel 1999, McCartney ha tenuto una memorabile personale dal titolo Picasso’s Last Words a Siegen, in Germania, mettendo in mostra una settantina di tele prima di debuttare ufficialmente a Bristol nel 2000.

Il subconscio di Sylvester Stallone e i paesaggi di Bob Dylan

Pochi sanno che Sylvester Stallone attore, regista e appassionato collezionista di maestri del calibro di Picasso, Rothko e Kiefer è anche un pittore attivo da oltre quarant’anni. La sua ricerca figurativa è strettamente legata alla sua carriera cinematografica: prima ancora di interpretare il personaggio di Rocky sul grande schermo, Stallone lo ha visualizzato dipingendolo sulla tela.

Le sue opere, oggi esposte in grandi musei internazionali e fortemente quotate, si distinguono per un tratto incisivo e marcato, con il colore spesso spremuto direttamente dal tubetto sulla tela. Per Stallone, la pittura è l’unica forma di comunicazione autentica, definendola “il traduttore più veloce e puro del subconscio”.

Infine, lo stesso Bob Dylan si dimostra un talento straordinario delle arti visive, oltre ad essere l’autore delle grafiche di diversi suoi album. Dylan ha esposto le sue opere in numerose mostre in America ed Europa, inclusa una grande retrospettiva al MAXXI di Roma nel 2022. I suoi dipinti ritraggono frammenti di vita e paesaggi americani, interni di bar o motel in cui uomini e donne diventano parte integrante di un contesto cromatico denso, capace di evocare storie profonde proprio come le sue canzoni.

David Bowie e la matrice espressionista

Non si può chiudere questa rassegna senza citare il “Duca Bianco”, David Bowie. Oltre ad essere stato un colto collezionista d’arte, Bowie si è interessato in maniera appassionata alla pittura. Nel 1995 fece la sua prima personale New Afro/Pagan and Work: 1975-1995 alla Gallery di Londra, e nello stesso anno disegnò la cover del suo iconico album Outside. Anche in Bowie, la figura umana e l’autoritratto sono stati i principali ambiti di interesse, seguendo una linea stilistica di chiara matrice espressionista, convinto che l’arte avesse il potere concreto di cambiare in meglio il modo di sentirsi al mattino.

Vale la pena collezionare arte oggi?