Cominciamo con esaminare alcune esperienze volte alla raccolta e all’ordinamento dei fondi personali. Le citazioni di archivi addotti come esempi possono essere, data la vastità dell’argomento, numerose: per cominciare ho optato per citazioni limitate e circoscritte al Friuli, ad archivi conservati al di fuori degli Archivi di Stato, la maggior parte dei quali non sottoposti a vincolo.

Archivio Marcello Mascherini

L’archivio dello scultore Marcello Mascherini (Udine 1906 – Padova 1983) si è costituito tra il 1996 e il 1998 anno in cui è stato pubblicato il catalogo ragionato dell’opera scultorea, edito da Alfonso Panzetta. È stata proprio questa pubblicazione a spingere i familiari a riordinare il materiale conservato dalla vedova dell’artista, Giannina Pancino, e a ricercarne di nuovo attraverso archivi pubblici o privati, musei, gallerie e mezzi di comunicazione, attività questa che continua tutt’oggi.

L’archivio è ubicato nell’abitazione della nipote di Mascherini, Nera Pancino, ad Azzano Decimo (Pn). La stessa Pancino assieme al marito Francesco Bordin ha ordinato e gestisce l’archivio privato dello scultore. Il materiale ereditato consisteva sostanzialmente in una raccolta della rassegna stampa dal 1925 al 1980 a cataloghi, numerose fotografie inerenti opere, esposizioni e ritratti personali, documenti, diapositive e materiale audiovisivo. La documentazione si presentava in uno stato di totale disordine. Il catalogo generale ha dato via al riordino in un primo tempo della documentazione storico artistica e poi con il seguire degli anni alla catalogazione sia di questa che dei documenti e  degli articoli ordinati nel 2004 a seguito della mostra retrospettiva di Matera curata da Giuseppe Appella il cui catalogo è ricco di apparati filologici. Nel 2008 a cura di Massimo De Sabbata è stato ordinato l’epistolario pubblicato da Umberto Allemandi.  Allo stato attuale il materiale è stato solo parzialmente digitalizzato e riposto in scatole numerate da 1 a 100 per quanto riguarda le fotografie  ed in faldoni per quanto concerne la rassegna stampa.

Archivio Ugo Carà

Nel 2005 Giuliana Carabei, figlia dell’artista triestino Ugo Carà ( Muggia 1908 – Trieste 2004) dona al Comune di Trieste, l’archivio del padre perché possa essere messo a disposizione del pubblico. L’archivio ordinato dall’archivista Franca Tissi con la consulenza scientifica di Marianna Accerboni (architetto e critico d’arte) che aveva avviato il riordino a partire dal 2002 assieme allo stesso Carà   dal quale era stata designata come curatrice, dal 2007 ha sede nel Museo di Storia e Patria di Trieste ed è stato sottoposto a vincolo di tutela. L’archivio non interamente digitalizzato, contenente opere, carteggi, documenti pubblici e privati, rassegne stampa, cataloghi, manifesti, inviti ad esposizioni, fotografie di opere e di arredamenti, di mostre e incontri con personalità. La notevole quantità di materiale e la diversità di tecniche e discipline artistiche in cui si cimentò l’artista ha indotto la Accerboni a suddividere il materiale per tipologie e per tema. La documentazione e le opere risultano così ripartite: Arti Applicate (tessuti per l’arredamento e la moda, ceramiche, gioielli, medaglie) Progetti per arredamenti (tra il 1948 e il 1963,Carà fu architetto d’interni per i grandi transatlantici realizzati dai cantieri di Trieste, Monfalcone e Genova; tra gli anni Trenta e il 1970 si dedicò anche si dedicò anche al architettura civile quale progettista di arredi per numerose ville e appartamenti, uffici e negozi a Trieste e nel Friuli-Venezia Giulia), Grafica pubblicitaria (Carà si cimentò anche nella grafica pubblicitaria di cui si conservano bozzetti e manifesti); Pittura (ad olio, inchiostro, linoleum, collage) Disegni (sanguigna e matita) Incisioni (acqueforti e puntesecche), Scultura (in bronzo, ceramica, marmo, legno) Opere pubbliche (scultura monumentale). Il materiale ordinato è stato solo recentemente  riposto dalla Tissi in scatoloni ed album da conservazione (a basso contenuto di acidità).

http://www.marcellomascherini.it

www.museougocara.eu