Questa volta è stato necessario un po’ più di tempo per elaborare i molti dati raccolti. La rassegna si è conclusa già da quasi due mesi ma è stato interessante valutare il dopo, anche nelle parole degli addetti ai lavori e dei collezionisti.

L’Arte Fiera di Padova 2025, giunta ormai alla trentacinquesima edizione, si conferma una kermesse di indubbio valore che, anche se non così conosciuta internazionalmente, è in grado di riunire gallerie di indubbio prestigio, che in alcuni casi già sono presenti con proprie sedi all’estero. La qualità delle opere esposte è stata di grande valore, con contributi di caratura talvolta museale.

Molte, come al solito, le opere di Mario Schifano, per quanto sia importante rilevarne alcune di grande dimensione e qualità. Stesso tipo di valutazione anche su Tano Festa. Abbiamo notato qualche lavoro di Valerio Adami in più della scorsa edizione, forse per la rinnovata fiducia nella storia dell’artista, del suo posizionamento museale e della sua gestione, attraverso l’istituzione dell’Archivio Valerio Adami attivo dal 2024. Sarà forse una combinazione che a fine 2025 il lavoro del Maestro abbia avuto un’aggiudicazione d’asta ben superiore alla stima massima (Martini Arte con un’opera del 1968), con anche buone vendite nelle opere di recente esecuzione.

Il movimento visto attorno ad Adami, conferma come l’organizzazione del lavoro di un artista tuteli anche il collezionista, contribuendo a rafforzarne la fiducia e di conseguenza la propensione all’acquisto. Qualche opera si è potuta apprezzare anche di Mario Ceroli, che la Galleria d’Arte Moderna di Roma sta omaggiando con una grande mostra personale. Inutile rilevare come il lavoro del Maestro stia ritornando all’attenzione dei musei e delle gallerie internazionali. La recente acquisizione di diverse opere da parte di Banca IFIS, rafforza l’intenzione condivisa che la casa studio dell’artista a Fiumicino, possa diventare un museo ed un centro di approfondimento e catalogazione del suo lavoro.

Con piacere abbiamo visto il lavoro di Fabrizio Plessi rappresentato dalle gallerie Tornabuoni. Ben presente Mimmo Paladino, sia nelle opere degli anni Ottanta (maggiormente ricercate) che in recenti e stupefacenti lavori di piccolo formato ma di estrema qualità. Tra gli artisti immancabili del primo Novecento, da segnalare alla Galleria Vico Spinola i nomi storici di Renato Guttuso e Umberto Lilloni, dove di quest’ultimo sono state esposte opere di grande qualità, con due bei paesaggi degli anni Trenta.

Piacevole sorpresa poi un rinnovato interesse nei confronti degli spazialisti in generale e degli spazialisti veneziani in particolare. Diverse opere esposte alla Galleria Conegliano tra cui una bella e rara tela di Gino Morandis. Nella stessa galleria segnaliamo poi anche una piccola opera dell’artista udinese Carlo Ciussi. Da Bonioni Arte si fa notare una bella tela di Davide Benati del 1994, ad olio e acquerello su carta intelata. La Galleria Brescia ha proposto due opere del 2009 di Jan Knap, mentre la Galleria d’Arte 56 ha esposto il lavoro “Magnolie” del 2017 di Luigi Pellanda ed alcune opere di Alessandra Carloni (1984), giovane artista romana, molto attiva anche nell’arte pubblica attraverso l’esecuzione di diversi murales in Italia e all’estero.

Si dovesse in linea generale fare una stima sulle preferenze degli espositori, appare chiara la predilizione della figura rispetto ad altre forme espressive astratte, informali o concettuali, per quanto si siano potuti vedere interessantissimi lavori di Rodolfo Aricò e Arcangelo Sassolino da Orler e le opere di Riccardo de Marchi alla Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea Marco Codognotto, da cui segnaliamo anche le opere di Safet Zec e di Guido Crepax.

Anche questa edizione si è quindi confermata di qualità invidiabile nonostante la dimensione sostanzialmente raccolta rispetto ad altri appuntamenti nazionali che mirano a quantità decisamente superiori. Ci è parso di notare un generale ottimismo negli addetti ai lavori e tra i collezionisti incontrati, particolarmente interessati. Il quadro generale sembra quindi delineare un trend di ripresa del mercato, che appare confermandosi nelle già citate aggiudicazioni d’asta. Alla prossima edizione quindi.