Bryan Adams (Kingston, Canada, 1959) in quarantacinque anni di carriera ha venduto oltre 100 milioni di dischi, ricevendo numerosi premi e nomination vincendo anche un Grammy Award alla miglior canzone scritta per i media televisivi. Dalla fine degli anni Novanta si dedica alla passione per la fotografia, vincendo nel 2005 il Golden Camera a Berlino. Fotografa principalmente le persone, tra cui molti suoi colleghi come Mick Jagger, Sting, The Who, Lenny Kravitz, Bruce Springsteen, Anastacia, Eros Ramazzotti per citarne alcuni. Di Mick Jagger ricorda: “il migliore in assoluto con cui ho lavorato: ha un’energia incredibile ed è sempre pronto a tutto. E poi in studio con lui ascoltavamo solo ottima musica.” Nel 2005 ha avuto anche l’onore di fotografare la Regina Elisabetta II “quello”, dice Adams, “fu il momento della svolta per la mia carriera di fotografo. La Regina aveva voglia di fare conversazione con me. Ho usato un banco ottico 8×10 per fare scatti in grande formato. Lei è venuta a vedere il set con i suoi cagnolini e mi ha detto: “non vedevo questa macchina fotografica da un bel po’ ”. La foto della Regina viene usata sui francobolli canadesi nel 2004 e 2005 mentre un ritratto di Elisabetta II e il Principe Filippo si trova alla National Portrait Gallery di Londra. Il suo primo libro di fotografie esce nel 2012. Adams lavora per le più importanti riviste di moda da Vogue a Vanity Fair e nel 2021 realizza il catalogo Pirelli.

David Lynch (Missuola, Montana, Stati Uniti 1946, Los Angeles 2025). Fatto singolare che egli nasca professionalmente come pittore e poi come il regista che abbiamo imparato a conoscere. Molti suoi lavori fanno parte di importanti raccolte pubbliche americane (Moma) ma innumerevoli sono le mostre sia negli States che in Europa come pure è sempre stato forte il riscontro della sua opera in Giappone. Contrariamente a molti degli altri soggetti brevemente esplorati, l’opera di Lynch ha le stesse tinte del suo lavoro da regista. Impossibile non trovare analogie tra i tagli compositivi nei soggetti dipinti e disegnati e nelle inquadrature delle scene di ogni suo film. Surreale ed inquietante, la sua discesa verso i lati più oscuri dell’animo umano è stato un leitmotiv della sua intera produzione artistica.

Questa prima raccolta di esempi, si concentra sull’attività di artisti che hanno la cultura Americana come sfondo (diversi degli autori trattati sono in realtà europei di nascita e Adams è canadese). I linguaggi sono chiaramente eterogenei e assai liberi nell’uso degli strumenti pittorici ad eccezione di Dylan e forse di David Linch che appaiono analitici e che dimostrano una maggior padronanza delle tecniche. In molti casi il soggetto è la principale celebrazione di un contesto di fama condivisa in altri all’opposto, si dipinge cercando altro.   

Avremo modo di vedere in seguito cosa accade in Europa e più specificamente in Italia.