Si è da poco conclusa l’Asta 66 di Arte Moderna e Contemporanea firmata Martini Studio d’Arte, la storica casa d’aste che opera nella prestigiosa cornice di Borgo Pietro Wührer a Brescia. Una due giorni (10-11 giugno) che si è rivelata una cartina di tornasole formidabile per tastare il polso al collezionismo di ricerca. In un momento macroeconomico in cui molti osservatori evocano prudenza, la risposta della piazza bresciana è stata netta, guidata da un catalogo calibrato e da una forte fame di opere storicizzate.

Il dato più rilevante emerge subito dalla prima sessione, che ha registrato uno straordinario 82% di lotti venduti. Una percentuale ben al di sopra delle recenti medie di mercato.

Andiamo a vedere nel dettaglio com’è andata, analizzando i lotti chiave.

Quando un’opera possiede i requisiti fondamentali, ovvero storia, rarità e provenienza impeccabile  i collezionisti dimenticano la prudenza e spingono sui rilanci. Mario Ceroli, La Pantera (1964) un pezzo da museo, monumentale e straordinariamente insolito rispetto alle classiche silhouette in legno di pino a cui l’artista ci ha abituati. Partito da una stima di € 60.000 – 80.000, il lotto ha infiammato la sala volando a ben € 70.000 di martello.

Valerio Adami , Interno con lavabo (1966), un’opera storica eccezionale proveniente dalla celebre galleria L’Attico di Roma. Stima: € 30.000 – 40.000 Aggiudicazione: €50.000 (dopo ben 7 offerte agguerrite). La linea figurativa e intellettuale di Adami, quando è supportata da una tracciabilità simile, supera i massimi di stima senza esitazioni. Gli Spazialisti Veneti, Edmondo Bacci e Mario De Luigi hanno confermato una tendenza di riscoperta solidissima. Spicca la prestazione di Edmondo Bacci con Avvenimento #121 (circa 1956) stimato € 10.000 – 15.000, ha chiuso a 24.000 di martello. Ottima tenuta anche per i celebri grattages di Mario De Luigi, aggiudicato a € 19.000 a conferma che il mercato premia la pittura di ricerca di quel periodo.

Fausto Melotti ,Vaso (circa 1953), la presenza dei lavori di Melotti in questa tornata ha confermato come la sua raffinata produzione sia un porto sicuro per il collezionismo colto, che cerca stabilità e una storicizzazione d’acciaio. Contrappunto piano stimato i € 40.000-50.000 è stato aggiudicato a € 69.000 mentre Piccolo monumento stimato tra € 10.000 – 15.000 è stato aggiudicato a  € 30.000 Portarsi a casa un pezzo della lirica di Melotti è l’esempio perfetto di acquisto protetto, lontano dalle mode passeggere.

Carla Accardi in catalogo spiccavano i lavori Bianconero su turchese e Rossogrigioscuro del 1996, passaggi ideali per misurare la tenuta di una delle grandi protagoniste del nostro dopoguerra. Stima € 40.000 – 50.000 ciascuno, aggiudicati a € 74.000. Le risposte del mercato su questi lotti confermano ancora una volta la solidità del segno della Accardi, un’artista il cui mercato si mantiene internazionale e stabile, ideale per chi cerca di proteggere il valore nel tempo senza i rischi della pura speculazione.

Mirko Basaldella ,Maleficio (1959) una splendida scultura in bronzo di un metro d’altezza con un percorso espositivo di prim’ordine. Stimato € 8.000 – 10.000 aggiudicato a € 22.000 Chi ha acquistato questo lotto ha fatto un’operazione magistrale a difesa del proprio capitale: portarsi a casa un pezzo di Mirko di livello museale significa sfruttare un momento in cui la scultura del dopoguerra è incredibilmente sottovalutata rispetto alla pittura.

Salvatore Emblema ,Senza titolo (1969) presenza costante e strutturata nelle aste Martini, la sua tela di juta del periodo d’oro risponde alle aspettative: stimato € 10.000 – 12.000 è stato aggiudicato a € 12.500. L’aggiudicazione alla prima offerta pulisce il campo dalle speculazioni esagerate del passato e restituisce la fotografia di un collezionismo solido, maturo e stabile.

Il catalogo ha offerto spunti notevoli anche su altre sponde dell’arte. L’inserimento di Piero Gilardi con i suoi storici lavori in poliuretano espanso ha permesso di verificare l’andamento del collezionismo legato a queste particolari produzioni in una fase di stabilizzazione e di definitivo riconoscimento storico.

Spesso il collezionista accorto trova le occasioni migliori nei formati raccolti, dove la firma storica garantisce la tenuta del valore a fronte di cifre d’ingresso assolutamente accessibili. Carol Rama ,Senza titolo (1949) un olio su cartone siglato in basso a sinistra che ci riporta alla fine degli anni Quaranta, un momento cruciale e privatissimo della produzione dell’artista torinese. L’opera, con una stima di € 3.000 – 4.000, ha acceso una bella gara a colpi di click: ben 6 rilanci , per fermarsi incredibilmente a una solida aggiudicazione di € 15.000. Una conferma importante per chi punta su pezzi storici capaci di difendere il proprio valore nel tempo.

Una nota di merito va alla presenza di figure di assoluta ricerca come Mirella Bentivoglio, la cui scultura libro-oggetto conferma l’attenzione di Martini per la Poesia Visiva e per la riscoperta dell’arte al femminile, che sta ridefinendo i parametri delle collezioni private e dei musei negli ultimi anni.

Guardando i risultati complessivi di questa tornata da Martini il verdetto della sala e dei telefoni ci dice una cosa chiarissima: i grandi nomi storicizzati si confermano delle vere e proprie certezze per il mercato. La tenuta e la crescita di figure come Carla Accardi, Valerio Adami, Mimmo Rotella, Edmondo Bacci e Mario De Luigi dimostrano che il collezionismo premia la continuità e la storia della qualità. Di contro, la vera sorpresa della giornata è stata la cifra raggiunta da Mirko Basaldella: vedere un’opera del suo spessore museale passare a quel prezzo rappresenta una rarità e, per il collezionista che ha saputo approfittarne, un’opportunità davvero straordinaria e inaspettata.

A questo grande volume di venduto si accompagna però un’ulteriore riflessione che non possiamo ignorare. Se da un lato i numeri totali premiano il catalogo, dall’altro emerge chiaramente come la fascia media del collezionismo si senta molto meno rispetto a qualche anno fa. C’è una sorta di timidezza in quella terra di mezzo che un tempo faceva il mercato. Oggi la liquidità si concentra quasi esclusivamente sugli estremi: o si spinge senza esitazioni su lotti che partivano già da stime molto elevate e su pezzi unici di altissima qualità, oppure si cerca la massima protezione del valore a cifre d’ingresso molto calibrate. La fascia intermedia, preferisce guardare e aspettare.

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