Dopo aver visitato la splendida mostra “Impressionismo e modernità” a Casa Cavazzini, a Udine, mi è scattato un colpo di fulmine al contrario. Mentre camminavamo tra le sale, immersa in tutta quella bellezza, un ricordo improvviso mi ha riportata dritta alle mie “origini”. Sapete qual è stata la primissima cosa che ho pensato appena tornata a casa? Sono andata dritta alla libreria e ho tirato fuori lui: il mio primo volume su Claude Monet Taschen.

Eccolo qui: il primissimo catalogo d’arte che ho acquistato quando ero solo una ragazza. È un volume dedicato a Claude Monet, stampato nel 1991 e curato da Karin Sagner-Düchting per la Taschen, la celebre casa editrice tedesca nata a Colonia che tutti noi appassionati conosciamo bene. Questo editore è diventato un punto di riferimento mondiale proprio per i suoi cataloghi d’arte straordinari, capaci di unire un’altissima qualità visiva a una grandissima accessibilità
La scelta di affidare il volume a Karin Sagner-Düchting non fu affatto casuale: storica dell’arte e curatrice di fama internazionale, Karin è considerata una delle massime esperte mondiali di Impressionismo e in particolare dell’opera di Monet, a cui ha dedicato anni di studi accademici e importanti mostre. La sua scrittura ha proprio quel dono raro: la capacità di tradurre una profonda competenza scientifica in un racconto d’arte moderno, diretto e per tutti.
Un viaggio nell’Impressionismo tra le pagine della Taschen
Per me questo libro su Claude Monet Taschen rappresenta un vero e proprio viaggio nella storia e nel tempo. Il catalogo racconta la vita di Monet dal 1840 al 1926, partendo dalla sua giovinezza fino ad arrivare all’ultimo, straordinario periodo vissuto nella pace di Giverny.
Al suo interno si trovano numerose fotografie d’arte di formato piuttosto grande, e il testo si chiude – come ogni volume prezioso per la ricerca – con i dettagliatissimi cenni biografici dell’artista e l’elenco completo delle opere presenti. Sfogliarlo significa ancora oggi perdersi tra i suoi celebri e vibranti campi di papaveri, lo studio della luce sulle facciate delle cattedrali e l’infinita varietà dei suoi fiori.
Ma la cosa che mi emoziona sempre è che, oltre ai dipinti, sono custoditi alcuni scatti fotografici dell’epoca che ritraggono l’artista e la sua famiglia nella loro quotidianità. Menzione d’onore va alla presenza di pagine doppie: si aprono a libro, quasi a voler superare i limiti fisici del volume, per mostrarti in formato gigante le monumentali e lunghissime tele di Ninfee eseguite tra il 1922 e il 1924 (quelle giganti di due metri per sei!). Aprirle, per me, significava lasciarsi avvolgere totalmente dal colore e dall’acqua.


Dalla mostra a Casa Cavazzini alle origini del collezionismo
Vedere dal vivo le opere impressioniste esposte a Udine mi ha fatto riflettere profondamente. Questo libro di Claude Monet della Taschen è stato il vero “punto zero” della mia storia d’amore con l’arte e con il collezionismo d’arte privato. È l’oggetto fisico che ha acceso la scintilla, ricordandomi che ogni percorso importante inizia sempre da un piccolo, primissimo passo guidato dall’emozione pura.
E voi? Vi ricordate qual è stato il primo libro o catalogo d’arte che ha acceso la vostra passione e vi ha fatto fare il primo passo in questo mondo?
Buona domenica e al prossimo caffè!
Il caffettino della domenica. La biblioteca racconta.
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