
Nell’infinito immaginario di Roberto Kusterle, la fotografia è diventata nel tempo un medium espressivo che trascende lo strumento. La tecnica della fotografia d’arte contemporanea si intreccia con la grafica inventando un processo creativo unico, a costruire un ponte tra passato e futuro. Kusterle lavora per sovrapposizioni e sottrazioni di idee, di sperimentazioni, di ombre, di colori, di forme, generando nel tempo un linguaggio espressivo totalmente riconducibile ad una ricerca solo sua.
Nelle serie dei lavori, i modelli fotografati (siano umani o inanimati) divengono una tela bianca da cui far emergere richiami ancestrali e rituali, sedimentati in un costante adagiarsi di segni, textures e ombre, che segnano il passare del tempo fin dalla comprensione del concetto che sta dietro al tempo ed al suo stratificarsi.
Il valore antropologico nella fotografia d’arte contemporanea
Kusterle rilegge, con i mezzi della contemporaneità, la linea di sviluppo di un arcaico legame con la natura e di un passato che conduce alle radici del pensiero attraverso lavori di forte carica espressiva e qualità tecnica dalla resa formale talvolta incredibile. Scrive Pier Aldo Rovatti “Il mondo di Kusterle spiazza di continuo l’occhio di chi guarda e ha spiazzato anche il mio.”
Non è mai facile trasporre le immagini in parole, soprattutto quando le visioni non hanno nulla di usuale. Al contrario, hanno tutto di insolito e sono attraversate da un vento che sembra portare canti di scomparse civiltà o di culture che ancora non esistono. Da quando fotografa, Roberto Kusterle ritrae l’oscillazione di un pensiero auspicato, scritto con parole che precedono l’uso stesso del linguaggio. Un passato misterioso dove il rituale non è eccezione, ma domestica consapevolezza con cui narrare lo scorrere della vita.
L’ossessione per la forma e la costruzione del set
Un passato misterioso dove il rituale non è eccezione ma domestica consapevolezza con cui narrare lo scorrere della vita. Gli incredibili set costituiti nell’allestimento di opere corali, in cui la necessità di attesa della giusta luce, coinvolgeva autore e soggetti ritratti ad estenuanti attese, tra sedute di trucco simili ad iniziazioni tribali, ricerche dei contesti ed attesa di incontrare quella luce e solo quella. L’attimo meraviglioso diventa sintesi di giorni interi di preparazione all’aperto o in studio, dove i cicli di costruzione dell’istante dello scatto passano attraverso uno studio ossessivo della forma e di come essa appare.
Difficilmente si è vista una simile ricerca nel tempo, soprattutto declinata in chiave fotografica e forse anche questo sta contribuendo al meritato successo di questo autore schivo e gentile, che preferisce stare in disparte a ragionare, immaginare ed appuntare le future avventure.
Il mercato di Kusterle: collezionismo e fiere internazionali
Le iniziative di approfondimento sul suo lavoro si susseguono e le pubblicazioni (sempre curatissime) si moltiplicano, consegnando il lavoro di Kusterle ad un panorama ormai sempre più internazionale. Non stupisce anche il successo commerciale, che da anni lo legano a diverse gallerie d’arte. Ricordiamo l’ultima fiera l’Art Miami (Usa) portato dalla gallerista Barbara Paci di Pietrasanta e Forte dei Marmi.
A parer nostro è un’artista su cui credere. Le sue opere sono presenti in collezioni pubbliche e private e i suoi collezionisti sono internazionali grazie alla presenza in diverse esposizioni e fiere all’estero.
Si preferisce in questa sede rimandare al sito dell’artista per l’approfondimento biografico e bibliografico sul suo lavoro.
