Nata a Milano nel 1974 nel cuore dello storico quartiere di Brera, Il Ponte Casa d’Aste rappresenta da oltre cinquant’anni un punto di riferimento per il collezionismo italiano e internazionale. In un mercato dell’arte sempre più globale e digitalizzato, l’identità territoriale e il valore della tradizione continuano a giocare un ruolo decisivo. Per fare il punto sull’evoluzione del settore, tra nuove tecnologie, cambio generazionale e dinamiche di investimento, abbiamo intervistato Rossella Novarini, Direttore Generale de Il Ponte.

Il legame storico con Milano, Brera e l’identità territoriale

Il Ponte ha un legame storico fortissimo con Milano e con quartieri simbolo dell’arte come Brera. In un mercato globale e sempre più digitalizzato, quanto conta ancora l’identità territoriale e il “fattore fisico” della casa d’aste nel costruire la fiducia del collezionista?

Il legame con Milano e con Brera fa parte della storia de Il Ponte. L’identità territoriale, soprattutto quando si fonda su una storia, una competenza e un rapporto di fiducia costruiti nel tempo, continua, Dunque, ad avere un valore fondamentale.

Le nostre radici sono state il punto di appoggio per aprirci progressivamente a un mercato internazionale, di cui è diventata ulteriore conferma l’acquisizione da parte del Millon Auction Group. Se oggi Il Ponte ha potuto sviluppare e rafforzare il format della battitura “a porte chiuse”, ovvero con diretta streaming e partecipazione online e telefonica, è perché il rapporto di fiducia con i clienti e dei clienti si è mantenuto solido e imprescindibile.

La scelta, incentivata e incoraggiata dalla digitalizzazione, ha ampliato enormemente le possibilità di partecipazione, raggiungendo nuovi pubblici e rendendo il mercato sempre più accessibile. Tutto questo è stato possibile ed è possibile solo se si rimane fedeli ai principi della nostra attività:

  • Serietà
  • Competenza
  • Tradizione
  • Affidabilità
  • Innovazione

Valori su cui si fonda la credibilità della nostra casa d’aste e che hanno permesso di consolidare nel tempo la relazione con i nostri clienti, sia venditori sia acquirenti.

Settori di nicchia e proposte trasversali nel collezionismo

Oltre ai dipinti e all’arte moderna, Il Ponte è noto per valorizzare settori di nicchia come i libri antichi, la grafica, le arti decorative o collezioni tematiche d’autore. Come risponde il collezionismo contemporaneo a queste proposte trasversali?

Il collezionismo è trasversale per sua natura. Sarebbe quindi poco lungimirante limitarlo a poche categorie. Soprattutto oggi dove c’è una domanda sempre più diversificata, che valorizza la specializzazione dei singoli dipartimenti e apre nuove prospettive di mercato.

Ne è una testimonianza il risultato del Dipartimento di Libri e Manoscritti, che al momento detiene il top lot del 2026: il manoscritto miniato Ab Urbe condita di Tito Livio, appartenuto alla Principessa Ippolita Maria Sforza, venduto a € 537.600 (rispetto a una stima di partenza di € 280.000 – 350.000), confermando l’interesse del mercato per opere di particolare rilevanza storica e bibliografica.

Per rispondere a un mercato in continua evoluzione, Il Ponte investe nella valorizzazione di ambiti specialistici:

  • Dalla grafica d’arte alla numismatica
  • Dal Fashion Vintage alla Comic Art
  • Dalle Arti Asiatiche al Discovery&Tech
  • Dallo Sport agli Strumenti musicali

In questo processo, la collaborazione con il Gruppo Millon rappresenta un’opportunità importante per condividere competenze, ampliare la visibilità delle opere e raggiungere nuovi collezionisti. La capacità di coniugare rigore scientifico, conoscenza del mercato e apertura è essenziale per sostenere i diversi settori e consolidarne il ruolo nel panorama collezionistico internazionale.

Cambio generazionale e i “Grandi Maestri”

Notate un cambio generazionale nei vostri acquirenti? I giovani collezionisti cercano ancora i “grandi maestri” storicizzati o stanno ridisegnando completamente la mappa dei valori estetici e d’investimento?

Il ricambio generazionale sta ampliando gli interessi del collezionismo, senza necessariamente mettere in discussione il ruolo dei grandi maestri storicizzati, che continuano a essere punti di riferimento per il mercato e modalità di investimenti indiscutibili.

Accanto cresce però l’attenzione per artisti da riscoprire e linguaggi differenzia, con scelte che coniugano sensibilità personale e valutazioni di mercato. La sfida è saper leggere queste evoluzioni, valorizzando opere di qualità e intercettando i nuovi interessi.

L’impatto della tecnologia sul profilo dell’offerente

Dalle aste live streaming ai cataloghi interattivi: in che modo la tecnologia ha modificato le offerte in sala, al telefono e online e il profilo medio dell’offerente internazionale?

La rivoluzione digitale con i nuovi canali divulgativi e di acquisto ha reso la nostra attività di interesse collettivo e maggiormente accessibile a diverse tipologie di appassionati. Questo ha contribuito ad allargare il pubblico de Il Ponte, raggiungendo collezionisti di diverse provenienze e fasce d’età.

I profili internazionali si caratterizzano per interessi diversificati, anche in relazione alle specificità dei singoli dipartimenti. Il profilo dell’offerente varia sensibilmente a seconda del dipartimento:

  • Europa: particolarmente attenta all’Antico.
  • Arte Moderna, Contemporanea e Design: mercati internazionali con una presenza significativa di acquirenti da Asia e Sudamerica.

L’online ha inoltre reso più immediato l’accesso alle informazioni e ai risultati, favorendo una partecipazione più consapevole e trasparente.

Arte come bene rifugio tra emozione e investimento patrimoniale

In periodi di incertezza economica o inflazione, si sente spesso parlare dell’arte come di un “bene rifugio” alternativo ai mercati tradizionali. Oggi i collezionisti (specialmente le nuove generazioni) sembrano molto più consapevoli degli aspetti finanziari, fiscali e di rivalutazione nel medio-lungo termine. In che modo la casa d’aste si è dovuta strutturare per rispondere a un cliente che non cerca solo la bellezza, ma ragiona in termini di portafoglio e investimento patrimoniale?

Credo che non sia possibile fare una distinzione netta tra investimento emozionale e patrimoniale. Un acquisto d’arte parte sempre da un interesse di tipo emozionale e solo successivamente viene percepito o considerato come “business”.

Siamo passati da un periodo di speculazione intensa (anni 90 e 2000) ad un’inversione di rotta per poi tendere, oggi, ad un equilibrio sano e previdente, in cui l’acquisto è affrontato con consapevolezza e bisogno di conferme. Questo richiede alle case d’aste un approccio sempre più strutturato, fondato su una profonda conoscenza delle dinamiche di mercato e delle tendenze dello stesso e l’ingresso nel Gruppo Millon, con il suo affaccio oltralpe, ha favorito questa conoscenza.

Per Il Ponte il tutto si traduce nel valorizzare il ruolo dei propri dipartimenti specialistici, attraverso valutazioni accurate, una conoscenza approfondita dei diversi settori e la chiarezza nella comunicazione dei risultati d’asta.

Rimane, a nostro avviso, fondamentale distinguere il valore collezionistico e storico-artistico di un’opera dalle sue possibili prospettive economiche: l’arte non può essere considerata solo un investimento e privo di rischi, né la sua tenuta o rivalutazione può essere data per acquisita. L’arte è espressione di una sensibilità ed è questa la sua principale funzione. Il nostro compito è quindi offrire a venditori e acquirenti elementi concreti per orientare le proprie scelte, considerando sia il gusto del cliente sia la responsabilità che ci compete.

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Contatto stampa:

Caterina Ippolito | caterina.ippolito@ponteonline.com | +39 02 86314 13

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