Marco Tirelli nasce nel 1956 a Roma.
Frequenta l’Accademia di Belle Arti diplomandosi nel corso di scenografia con Toti Scialoja.
Agli inizi degli anni Ottanta stabilisce il suo studio nell’ex Pastificio Cerere, dove nasce il Gruppo di San Lorenzo con Bruno Ceccobelli, Gianni Dessi’, Giuseppe Gallo, Nunzio e Piero Pizzi Cannella.
Comincia a esporre già nella seconda metà degli anni Settanta e partecipa alla Biennale del 1982 con una sala personale. Seguono numerose esposizioni in Italia e all’estero e partecipazioni alle Biennali internazionali tra cui la XIII Biennale de Paris nel 1986, la Biennale di Sidney nel 1990 e quella di San Paolo nel 1991; due edizioni della Quadriennale di Roma nel 1986 e 1996 e diverse collettive. Gli anni Novanta si aprono con la mostra all’American Academy di Roma, che pone in dialogo alcuni disegni di Tirelli con una serie di Wall Drawing di Sol Le Witt. Nel 1990 partecipa con una sala personale alla XLIV Biennale di Venezia. Nello stesso anno la Galleria Civica di Modena dedica una mostra ai disegni di Tirelli e nel 1992 una personale curata da Flaminio Gualdoni e Walter Guadagnini. Nel 2002 si tiene all’Institut Mathildenhȫehe di Darmstadt un’importante mostra antologica presentata l’anno successivo alla Galleria d’Arte Moderna di Bologna. Nel 2004 espone in una collettiva alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, nel 2005 al MART di Rovereto e nel 2006 nella collettiva San Lorenzo a Villa Medici, sede dell’Accademia di Francia a Roma. Tra le mostre più recenti ricordiamo; Marco Tirelli, Museo di Palazzo Fortuny, Venezia (2010); Marco Tirelli, MACRO, Roma (2012); una sala personale nella mostra Vice Versa, Padiglione Italia, LV Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia (2013); Accademia Tedesca di Villa Massimo, Roma, insieme a Bernd e Hilla Becher (2013); Marco Tirelli, Istituto Nazionale per la Grafica di Roma (2013); Tra il 2016 e il 2017 espone presso la Fondazione Cerere di Roma, in Francia al Musée d’art moderne et Contemporain di Saint-Etienne Métropole e di nuovo in Italia nella Sala delle Pietre dei Palazzi Comunali di Todi. Nel 2018 è spesso all’estero, con mostre personali in Svizzera, ad Hong Kong ed Anversa e a fine anno realizza l’opera Proteo su commissione del MAXXI, esposta nella collezione dal 2019. Le sue opere sono parte delle collezioni di alcuni dei più rilevanti Musei ed Istituzioni nazionali ed internazionali fra cui MAXXI Museo Nazionale delle arti del XXI secolo – Roma; La Galleria Nazionale – Roma; MACRO Museo d’Arte Contemporanea – Roma; Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. Collezione d’Arte alla Farnesina, Roma; Parlamento Europeo, Collezione d’Arte – Bruxelles; MART, Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto – Rovereto; Il Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci – Prato; Palazzo Fortuny – Venezia; the Albertina Museum – Vienna; Mumok, Museum Moderner Kunst Stiftung Ludwig – Vienna; Kahosiung Museum of Fine Arts – Taiwan. Nel 2017 viene eletto Accademico Nazionale di San Luca e ne diventa Presidente per il biennio 2023-2024. Divide il suo lavoro tra lo studio di Roma e quello di Spoleto.
“…nei miei quadri….” – ci dice Tirelli – “ cerco delle forme, degli oggetti che possano, il più possibile riverberare e portare oltre se stessi, mostrandoci il loro essere eco, traccia di qualcosa d’altro. Ogni forma per me è carica del mondo che si porta dietro, forma che io cerco di ridurre all’essenza, perché è così che si può aprire al massimo di senso. Questa è la magia dell’opera d’arte, la capacità di farti andare oltre quello che vedi, questa è la sua potenza immaginifica, questa è la sua meraviglia”.
Tirelli predilige la carta come supporto, spesso poi riportata su tela. Lo studio della luce unita alle forme pure o alla traduzione dei frammenti di immagine che colpiscono l’immaginario dell’artista, vengono riprodotti attraverso i suoi strumenti di lavoro prediletti. Le tempere diluite e il paziente lavoro all’aerografo, costruiscono rappresentazioni in una dimensione sospesa. Anche la traduzione tridimensionale del suo pensiero, esplora le forme pure o la sperimentazione di luoghi metafisici o frammenti architettonici estrapolati dal loro contesto. La bidimensionalità delle pitture, talvolta incontra la tridimensionalità delle sculture, in opere di grande dimensione. La ripetizione dell’immagine in varie scale, esclude la policromia se non ricondotta all’uso dei materiali. Il disegno astrae (tramite il bianco e nero o la tenue monocromia dei colori di fondo) la figura ritratta, riportandola ad una dimensione mentale che oscilla tra il reale e l’idea.
La critica e le gallerie dimostrano un interesse crescente verso le sue opere e la promozione del suo lavoro. Il confronto con realtà non solo legate al territorio nazionale, proiettano l’artista ad una dimensione almeno europea ma aperta al mondo, come ne è testimonianza l’importante mostra che nel 2021 la Galleria Cardi dedica a Tirelli nella propria galleria londinese. Il lavoro di Tirelli è supportato da un efficace apparato amministrativo, che ha costituito nel tempo un archivio di rigorosa e puntuale gestione. Autentica, archiviazione delle opere e catalogazione delle esperienze compiute, sono aspetti a cui lo studio dedica particolare cura, a tutela dell’immagine del lavoro dell’artista e di rimando dei suoi collezionisti, che possono contare su di un solido supporto.
Il mercato dell’artista risulta ormai consolidato da tempo con un trend di incremento. Le tecniche miste di misura contenuta (entro i 50 x 70 cm), come pure le sculture (genericamente di piccola dimensione) si possono trovare a prezzi fino ai 10.000 euro. Diversa la valutazione economica delle opere di grande dimensione e per quelle monumentali in cui i prezzi variano in relazione alle dimensioni e alle tecniche usate.
