
Balcone, Premio Spoleto 1966
Crediti fotografici: Manuelarosi
Mario Ceroli (Castel Frentano, Chieti, 17 maggio 1938).
Si forma all’Accademia di Belle Arti di Roma. Indirizza inizialmente il suo interesse sulle opere in ceramica come vettore per lo studio di sculture dei grandi maestri. Nel 1957 sperimenta l’uso del legno, prevalentemente tronchi di albero trapassati da chiodi, con cui nel 1958 vince il Premio per la giovane scultura italiana alla GNAM di Roma. Negli anni Sessanta intaglia grandi sagome umane nel legno di pino di Russia grezzo che ripetute in modo seriale; diventano il suo segno distintivo. Impressionato dalla Pop art tramite le opere di Louise Nevelson e di Joe Tilson, arriva ai materiali e alle forme che avrebbero caratterizzato successivamente la sua ricerca, privilegiando il legno in tutte le sue declinazioni di lavorazione e trasformazione compresa la combustione. Il legno si unisce e si alterna ai più svariati materiali di uso comune. Così i vetri, il piombo, gli stracci, ma anche il ghiaccio, la carta, la cenere e le lamiere vengono incastonate in cassette di legno di buona profondità per accogliere la tridimensionalità dei suoi lavori. Partecipa alla Quadriennale di Roma nel 1965 e alla Biennale di Venezia nel 1966. Diverse le collaborazioni e le possibilità espositive con le maggiori gallerie d’arte dell’epoca in particole milanesi e romane. Il suo lavoro si concentra sulla realizzazione di silhouette umane e animali prive di colore aggiunto al di fuori di quello del legno, talvolta ripetute in serie (Ultima Cena, 1965, GNAM di Roma; Uomo di Leonardo, 1964; La Cina, 1966, La Grande Cina, 1968), connesse a uno spazio recintato che diventa tema essenziale (Cassa Sistina, 1966), oppure tracciate a tempera e a inchiostro (La porta, il cenacolo, 1981; Giorno, Notte, 1982). Le forme comprendono elementi comunicativi di normale uso riconducibili alla ricerca Pop (lettere, numeri sagome ecc.) e alla reinterpretazione dei grandi classici della storia dell’arte. Contemporaneamente realizza allestimenti scenici per il teatro, il cinema, la televisione e la pubblicità. Per il cinema e il teatro vi furono diverse collaborazioni con Luca Ronconi, Pier Paolo Pasolini e Carmelo Bene.
Ha realizzato a Bologna nel 1988 la cosiddetta “Casa del Nettuno”, un contenitore ligneo decorato con una silhouette che ha costituito il cantiere di restauro della statua bronzea del Nettuno del Giambologna. Suo è l’Unicorno alato (1990), in legno rivestito di oro, esposto all’ingresso della sede Rai di Saxa Rubra. Ha curato l’arredo e le decorazioni della chiesa di San Lorenzo a Porto Rotondo (1971), di Santa Maria Madre del Redentore di Tor Bella Monaca a Roma (1987) e di San Carlo Borromeo al Centro Direzionale di Napoli (1990).
Ha collaborato con il Teatro Stabile di Torino e con la Scala di Milano.
Dalla metà degli anni Ottanta introduce nella sua opera l’uso di lastre di vetro e realizza numerose installazioni monumentali in spazi pubblici. Nel 1997 ha donato a Castel Frentano, una copia della scultura lignea L’uomo vitruviano collocandola nel piazzale della Concezione. Nel 2007 è stato chiamato dal Palazzo delle Esposizioni di Roma con una scelta delle sue principali opere. Nel 2008 la città di Siena gli ha affidato il compito di dipingere il drappellone per il Palio del 16 agosto, dedicato alla Madonna Assunta.
Autore del proprio ambiente di vita e di lavoro, Ceroli ha raccolto i suoi lavori in uno spazio di 3000 metri quadrati alle porte di Roma, dove ha costituito anche la sua stabile dimora. I suoi lavori sono in continuo mutamento e accrescimento, in questa casa-museo che avrebbe intenzione di aprire al pubblico. Suo grande sogno, cui sta lavorando assieme alla figlia, è quello di creare una Fondazione a lui dedicata.
Le sue opere si trovano in numerose collezioni private e pubbliche italiane e nei principali musei in Italia e all’estero, mentre un grosso nucleo è esposto presso la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma.
“Ormai è sulla bocca di tutti !” come scrisse Luca Beatrice nel dicembre 2024 “C’è da scommettere. Il prossimo boom dell’arte italiana sarà certamente Mario Ceroli” (Il giornale dell’arte 11 dicembre 2024).“Ad Artissima e Flashback” continua Beatrice “nella settimana torinese del contemporaneo, diverse gallerie esponevano le sue opere storiche, clima pop anni ’60 e immediatamente successivi. Palazzo Citterio a Milano ha aperto una grande mostra (fino al 23/03/2025) che poi andrà alla Galleria Nazionale di Roma, quale occasione migliore per prestare attenzione a un corpus di lavoro importante, con una cifra molto riconoscibile e personale.” Nel contempo La Galleria Cardi espone sedici sue opere anni Settanta e Ottanta presso la sede di Londra e la sede milanese (dal 20 febbraio al 6 aprile).
Le parole di Luca Beatrice mettono in luce un processo di rivalutazione e di lavoro attento sull’artista, che da tempo le gallerie d’arte stanno compiendo, riconoscendo ciò che la critica ed i musei (nel mondo) hanno in realtà compreso da molto tempo. L’importanza di Mario Ceroli nel panorama artistico-culturale italiano ed europeo necessita un approfondimento del quale il mercato non può esimersi dal riconoscerne il valore. Allo stato attuale le opere di piccole e medie dimensioni hanno ancora quotazioni che le rendono accessibili. Le sculture in legno, in particolare le sagome umane, degli anni che vanno dai Sessanta agli Ottanta sono le più ricercate e il loro valore sale anche a 60.000/80.000 euro per dimensioni medio-grandi. In generale tutti i lavori di piccole dimensioni fino alla fine degli anni Novanta si possono ancora acquisire con impegni di spesa inferiori ai 10.000 euro. Per quanto riguarda i multipli di piccole dimensioni il valore varia indicativamente dai 1.000 ai 2.000 euro. Gli oggetti d’arredo come tavoli o sedie si sono visti aggiudicare con valori compresi tra i due e gli ottomila euro ad eccezione di alcuni pezzi particolarmente grandi e pregiati che hanno infranto la soglia dei diecimila euro. Vi è da dire che nel design, l’opera di Ceroli risente anche dalla forte spinta che questo tipo di mercato ha manifestato negli ultimi anni. Le grafiche si aggirano sui 200-400 euro. Il record di vendita personale dell’artista, registrato nel 2014, ha raggiunto circa €88.000 per una coppia di imponenti sculture in legno risalenti al 1964. Questo risultato sottolinea la rilevanza e l’apprezzamento crescente per l’opera di Mario Ceroli nel mercato dell’arte.
A cura di Niki Macorigh, Eliana Bevilacqua, Martina Gecchelin