Renzo Tubaro al lavoro nel suo studio

Nel panorama artistico del Novecento italiano, esistono figure che hanno saputo resistere alle mode passeggere per concentrarsi su una ricerca intima, spirituale. Renzo Tubaro (Codroipo1925–Udine 2002) è senza dubbio una di queste. Pittore, mosaicista e instancabile disegnatore, Tubaro ha lasciato un’impronta indelebile nella storia della cultura del suo amato Friuli.

Nato a Codroipo, Tubaro si formò all’Accademia di Belle Arti di Venezia sotto la guida di maestri come Virgilio Guidi e Bruno Saetti. L’educazione veneziana gli conferì una padronanza tecnica straordinaria, che lui scelse di mettere al servizio di una pittura “solida”, fatta di volumi, luci calde e una profonda ricerca dell’”umanità”.

Nonostante vivesse in un’epoca di astrazioni e avanguardie radicali, Tubaro non abbandonò mai la figura. Per lui, l’arte era un mezzo per nobilitare il quotidiano e dialogare con il divino.

La pittura di Tubaro si muove su due binari paralleli che spesso finiscono per incrociarsi. L’Arte Sacra è forse l’ambito in cui è più conosciuto. Le sue pale d’altare e i suoi affreschi decorano decine di chiese in Friuli. La sua non è una religiosità ieratica e distante, ma una fede fatta di volti familiari, mani nodose e sguardi intensi. Tubaro è stato inoltre il cronista silenzioso della civiltà rurale friulana. Ha ritratto i mercati, il lavoro nei campi, le intimità domestiche e i ritratti di persone comuni, elevandoli a una dignità monumentale.

Particolare dell’affresco Le nozze di Cana , chiesa di Madonna di Strada, San Daniele del Friuli,1953-1954, al centro autoritratto di Renzo Tubaro

Caratteristica distintiva delle sue opere è la gestione della luce e del colore. Nelle sue tele, la luce sembra emanare dall’interno dei soggetti, creando un’atmosfera sospesa, quasi sacrale, anche quando il tema è profano. I colori sono spesso terrosi, caldi, o dalle tonalità delicate, pastello; stesi con una pennellata che costruisce la forma con precisione quasi scultorea. L’arte di Tubaro non urla; sussurra verità profonde attraverso la bellezza della semplicità. Non chiede di essere semplicemente guardata, ma di essere ascoltata. Oltre la perizia tecnica del disegno e la solennità della pittura, resta l’eco di un artista che ha saputo tradurre il sacro quotidiano in una lingua universale. Risalire lungo i solchi del suo segno non significa solo studiare una tecnica, ma mettersi in ascolto di un silenzio che ha ancora molto da rivelare a chi sa porsi davanti alla carta con sguardo nuovo.

In un mondo visivo spesso frammentato e veloce, l’opera di Renzo Tubaro ci invita a rallentare. Riscoprire questo artista significa tornare a dare valore al disegno come fondamento del pensiero e alla pittura come atto di devozione verso la realtà.

Che si tratti di un mosaico monumentale o di un piccolo bozzetto a matita, Tubaro ci ricorda che la vera modernità risiede nella capacità di restare fedeli alle proprie radici pur parlando un linguaggio universale.

Se vi trovate in Friuli, il luogo migliore per incontrare la sua anima è il Museo Civico di Codroipo, dove una sezione a lui dedicata permette di ammirare l’evoluzione del suo stile e la vastità della sua produzione, dai primi anni accademici fino alla piena maturità espressiva. Inoltre fino al 15 marzo è visitabile presso Villa Manin l’esposizione Renzo Tubaro. Intonare la realtà a cura di Giancarlo Pauletto, Francesca Agostinelli, Fulvio Dell’Agnese.

Seguire le tracce di Renzo Tubaro in Friuli è come fare un viaggio nel cuore pulsante del territorio, tra fede, storia e vita contadina. Tra pittura da cavalletto, affreschi e mosaici. Cospicua è anche la sua produzione disegnativa. C’è una sorta di autonomia orgogliosa nei disegni di Tubaro. Anche quando il tratto sembra rincorrere l’idea di un affresco o di un olio, la carta rimane il luogo di una libertà esecutiva assoluta. Il disegno per Tubaro è, allo stesso tempo, la mappa per un viaggio pittorico e la meta stessa del suo peregrinare artistico.

L’archivio Renzo Tubaro ha sede a Udine ed è gestito dai figli di Renzo Tubaro, Stefano (anch’esso affermato artista) e Sandra, che hanno conservato il materiale cartaceo e fotografico come li aveva ordinati l’artista che nutriva grande considerazione per la conservazione delle proprie opere e del proprio archivio, tanto che egli stesso si considerava C.C.C.R ossia Conservatore, Catalogatore, Custode e Restauratore delle proprie opere. Numerosi sono i riconoscimenti conseguiti e al suo lavoro si interessano critici diversi. I suoi lavori si trovano nella Galleria d’Arte Moderna di Venezia Ca’Pesaro, la Galleria d’Arte Moderna di Udine, al Castello Sforzesco di Milano e in numerose altre collezioni pubbliche e private.

http://www.renzotubaro.it

http://www.villamanin.it