Mauro Staccioli, Bruxelles, 1996

Risponde alle nostre domande Andrea Alibrandi, direttore della Galleria Il Ponte di Firenze.

Quando e a opera di chi è nato l’archivio Mauro Staccioli?

L’archivio Mauro Staccioli fu istituito per volontà dell’artista stesso nel 2012 e in questo primo momento vennero coinvolti alcuni amici strettissimi, la sorella Laura, la figlia Giulia, che ora lo presiede e Andrea Alibrandi. Avendo lavorato con lui attraverso la mia galleria Il Ponte a Firenze, per oltre venti anni, organizzando numerose mostre e installazioni delle sue sculture, ho una profonda conoscenza delle sue opere e della sua metodologia di lavoro, per cui mi nominò direttore, carica che ancora mantengo, dopo la sua scomparsa nel 2018.

Che scopi ha l’Archivio? Quali sono le iniziative in programma?

L’Archivio nasce per la necessità che l’artista sentiva di poter in qualche modo conservare e seguire le numerose opere da lui installate nel mondo (circa cento), così da mantenere vivo il suo lavoro. Trattandosi in genere di opere di grandi dimensioni, talvolta in ferro e cemento hanno la necessità di essere manutenute negli anni. Dopo la sua scomparsa sono state organizzate svariate mostre, fa le quali la grande mostra alle Terme di Caracalla a Roma, curata da Alberto Fiz e l’installazione di alcune sue opere.

Avendo l’Archivio vinto l’Italian Council 2025, stiamo per presentare l’installazione permanente nel giardino della Fondation CAB, a Saint Paul de Vence, di una sua scultura, seguiamo la preparazione di un’importante monografia edita da Hatje Canz e una retrospettiva nel 2027 alla Fondation CAB di Bruxelles.

Il fondo cosa contiene? (bozzetti, lettere, fotografie…)

Il fondo contiene la documentazione di gran parte dei suoi progetti scultorei, realizzati o meno, completi di tutta la documentazione dalle lettere, alle planimetrie, ai foto inserimenti, alle foto dell’opera installata, ecc. Nel museo a Volterra in cui è conservato tutto il fondo dell’artista, sono presentati al pubblico circa cinquanta modellini delle opere. Complessivamente si tratta di un fondo composto da circa 50.000 elementi.

Quali sono i protocolli per la consultazione?

I fondo è stato digitalizzato per i primi venti anni della sua attività (1968-1988) dalla Bibliotheca Hertziana di Roma e sono consultabili sul portale della stessa.

Per una consultazione diretta, è necessario prendere un appuntamento con la direttrice del Museo Archivio Mauro Staccioli, Caterina Martinelli.

L’archivio si occupa anche di rilasciare le autentiche?

L’archivio si occupa anche del rilascio delle autentiche delle opere dell’artista.

https://maurostaccioli.org/it/archivio-it/

Mauro Staccioli. In dialogo tra noi e l’infinito.