L’incanto delle aste estive di borse di lusso Christie’s ha confermato un trend ormai inarrestabile: le borse di alta moda non sono più soltanto accessori di culto, ma veri e propri asset d’investimento alternativi capaci di rivaleggiare con l’arte contemporanea.

L’edizione dell’asta Handbags Online: The Paris Edit, conclusasi tra la fine di giugno e i primi giorni di luglio, ha registrato numeri da capogiro, stabilendo il nuovo record mondiale per una vendita d’aste online di borse. Il totale complessivo ha raggiunto i 5.836.666 €, con il 98% dei lotti venduti (di cui l’83% ha ampiamente superato le stime massime della vigilia).

Il Mito di Hermès. Come la Birkin e la Kelly sono diventate leggenda

Per capire perché i collezionisti spendono centinaia di migliaia di euro nelle aste di borse di lusso per questi accessori, bisogna scavare nella loro origine: due storie nate quasi per caso, legate a due donne che hanno segnato la cultura pop del Novecento.

La Kelly, la borsa che nascondeva un segreto reale

In origine, questo modello non si chiamava Kelly. Disegnata negli anni ’30 da Robert Dumas con il nome di Sac à Dépêches, era una borsa dal taglio trapezoidale, elegante e rigoroso, pensata per le donne moderne dell’epoca.

La svolta avvenne nel 1956. La principessa Grace Kelly di Monaco, neo-sposa del Principe Ranieri e superstar di Hollywood, venne fotografata dai paparazzi mentre usava la sua Sac à Dépêches in pelle nera per proteggere il pancione dai fotografi e nascondere la sua prima gravidanza.

La foto fece il giro del mondo finendo sulla copertina della rivista Life. Da quel momento in poi, i clienti continuavano a entrare nelle boutique Hermès chiedendo “la borsa di Grace Kelly”. La maison decise di cedere al mito, rinominando ufficialmente il modello Kelly nel 1977.

La Birkin, nata a 10.000 metri d’altezza

Se la Kelly nasce dall’eleganza aristocratica, la Birkin Hermès nasce da un’esigenza pratica e da un incontro fortuito nel 1981.

L’attrice e cantante britannica Jane Birkin si trovava su un volo da Parigi a Londra. Cercando di sistemare la sua iconica borsa di paglia nella cappelliera, il contenuto si rovesciò a terra. Seduto accanto a lei c’era Jean-Louis Dumas, all’epoca presidente e direttore artistico di Hermès.

Jane si lamentò con lui di quanto fosse difficile trovare una borsa capiente per le giovani madri, elegante ma pratica per viaggiare. Dumas la sfidò: “Disegnala tu e la realizzerò per te”. I due passarono il resto del volo a tracciare lo schizzo del design sul sacchetto per il mal d’aria dell’aereo. Nel 1984 nacque ufficialmente la Birkin: più grande, più capiente e meno rigida della Kelly.

Perché la Birkin Hermès è un investimento migliore dell’oro?

Oggi la Birkin è il simbolo definitivo di status socio-economico. I fattori che alimentano il suo valore stellare sul mercato sono tre. Scarsità artificiale ed esclusività; non si può semplicemente entrare in una boutique Hermès e comprare una Birkin. Esiste una “lista d’attesa” non ufficiale e la maison richiede una solida cronologia di acquisti con il brand prima di offrire la possibilità di acquistarla. Ogni singola borsa è realizzata interamente a mano da un singolo artigiano nei laboratori francesi di Hermès. Occorrono tra le 18 e le 25 ore di lavoro per un modello classico. Studi di mercato dimostrano che il valore medio di una Birkin usata sul mercato secondario cresce a un ritmo superiore rispetto all’indice azionario S&P 500 e al prezzo dell’oro.

I Capolavori da Record dell’Asta Christie’s di Luglio

A far da padrone alla sessione parigina di Christie’s è stata, come di consueto, la maison Hermès, le cui creazioni in edizioni limitate e pellami esotici continuano a bruciare ogni stima di partenza.

Il lotto più desiderato ed esclusivo dell’asta è stato una rarissima Birkin 20 Faubourg Rouge Sellier (edizione limitata in dieci esemplari del 2024), che riproduce la celebre facciata della boutique storica di Rue du Faubourg Saint-Honoré a Parigi. Prezzo di aggiudicazione: 635.000 €. Ha stabilito il nuovo record mondiale assoluto per una borsa venduta all’asta nella categoria contemporanea.

La rarità d’epoca: Mini Kelly in Argento Sterling

Un’altra icona che ha conquistato i collezionisti è stata una rara Mini Kelly in argento sterling 925 risalente agli anni Novanta. Prezzo di aggiudicazione: 228.600 €. Ha quasi triplicato la sua stima massima, confermando la febbre per i pezzi metallici vintage.

L’esotico raffinato: Kelly Pochette in Alligatore Béton e Piume

Un pezzo su ordine speciale del 2023, realizzato in alligatore opaco tonalità Béton e impreziosito da dettagli in piuma. Prezzo di aggiudicazione: 190.500 €

Il boom del vintage “Y2K”: la sorpresa di Dior

Se Hermès domina la fascia ultra-luxury, la vera sorpresa dell’asta estiva di Christie’s è stata l’impennata di interesse per i pezzi iconici dell’era John Galliano da Dior (primi anni 2000). Un lotto composto da due borse Saddle create per il decimo anniversario di Galliano è stato battuto a 76.200 €, superando di 38 volte la stima d’asta iniziale. Un pezzo singolo della stessa collezione ha raggiunto i 50.800 € (25 volte la stima).

Questo dato sottolinea come i collezionisti stiano ridefinendo il mercato, spingendo la moda vintage degli anni ’90 e 2000 a livelli di collezionismo d’arte e trasformando le borse di lusso in riserve di valore dinamiche e liquide.

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