
“Zigaina è entrato nella storia della pittura italiana per il suo aver posto, poco più che venticinquenne, un’alternativa epica popolare, di personale intensità icastica, rispetto al “neorealismo” più cronachistico…a fronte di una personalità culturalmente ricca e complessa come la sua, sia poi con il lavoro svolto negli ultimi decenni che occorra fare i conti per definirne la presenza più ponderosa e originale nel quadro dell’arte italiana della seconda metà del nostro secolo.”1
Enrico Crispolti
Abbiamo avuto il piacere di intervistare Francesca Agostinelli, docente, curatrice e critica indipendente. Dal 2011 al 2014 ha raccolto le memorie di Giuseppe Zigaina, da queste testimonianze ha avviato una serie di studi relativi ai diversi campi espressivi dell’artista; ha svolto ricerca sull’attività grafica del maestro, sul ruolo di Zigaina nel cinema di Pasolini ricostruendo tra le altre cose la storia delle riprese per Medea che si tennero a Grado nel 1969. Nel 2022 ha realizzato la mostra Pasolini i disegni nella Laguna di Grado. Disegni di Pasolini da lei ritrovati partendo da una memoria del Maestro e da una ricerca nella fototeca dell’archivio di cui ha curato il riordino. È ideatrice e curatrice del progetto Zigaina 100 dedicato ai 100 anni dalla nascita del Maestro.
Giuseppe Zigaina aveva rapporti con le Gallerie?
Zigaina ha avuto rapporti con molte gallerie dove espose nel tempo, fin dalla fine degli anni Quaranta, più e più volte. Penso alla galleria del Cavallino di Venezia o la Galleria della Bevilacqua La Masa dove fu presentato da Pier Paolo Pasolini nel 1949; poi la Galleria del Naviglio o La Colonna di Milano, alla Galleria Il Pincio e la Galleria Penelope di Roma dove espose il ciclo dei Dormitori, alla Galleria del Girasole dove nel 1957 fu presentato con il Poemetto Quadri friulani di Pier Paolo Pasolini, alla Gissi di Torino dove nel 1968 presentò il suo ciclo Dal Colle di Redipuglia, alla Galleria dello Scudo di Verona, altra presentazione importantissima. Poi vale ricordare la Galleria Forni di Bologna sino ad arrivare alle gallerie con cui lavorò sino agli ultimi anni come MontrasioArte di Milano e Galleria Kara di Ginevra. Zigaina però non si affidò in esclusiva a nessuna galleria perché fu sostenuto nel suo lavoro da alcuni grossi collezionisti che oggi dispongono della più parte delle sue opere. Poi ci sono naturalmente diverse Gallerie pubbliche che nelle loro collezioni hanno opere di Zigaina arrivate in modi diversi, dall’acquisto alla donazione, al lascito. E non bisogna dimenticare che ci sono grossi nomi nel collezionismo di Zigaina…. Penso a Sandro Pertini, Giangiacomo Feltrinelli, Pier Paolo Pasolini, Davide Lajolo tanto per citarne alcuni.
Hai parlato di istituzioni pubbliche: in quali sedi museali si trovano le sue opere?
In molte, anzi moltissime sedi museali, tanto in Italia che all’estero. L’elenco è lungo, ma diciamo almeno le principali istituzioni pubbliche in cui si trovano le sue opere. Citiamo allora il Mambo di Bologna, la Galleria Nazionale di Arte Moderna di Roma, i Musei Vaticani, la Galleria di Arte Moderna di Firenze, il Museo d’Arte Moderna di Cà Pesaro a Venezia, il Ludwig Museum di Colonia, la Galleria di Arte Moderna di Sofia, come la National Galerie di Berlino, il Rupertinum Museum di Salisburgo, il Centro di arte contemporanea di Varsavia. Non dimentichiamo poi che qui in Regione i principali Musei pubblici hanno in collezioni diversi Zigaina tanto che il Museo di Casa Cavazzini a Udine ha dedicato al pittore una sala permanente. Comunqe dal Museo Revoltella di Trieste al Museo di Palazzo Ricchieri a Pordenone o all’Enrico De Cillia a Treppo Ligosullo, Zigaina è rappresentato nelle collezioni pubbliche.
Se poi parliamo della grafica le sue acqueforti si trovano nei più importanti centri della grafica d’arte, come l’Istituto Centrale per la Grafica di Roma, il Museo della città di Strasburgo, il Museo d’arte di San Francisco, la Staatliche Graphische Sammlung di Monaco…
Chi ha collezionato Zigaina?
Zigaina fu pittore fortemente impegnato nelle lotte della sinistra italiana del secondo dopoguerra. I suoi lavori erano pubblicati sull’Unità e Rinascita, su Lotta e lavoro. Sulle pagine di questi giornali Zigaina pubblicò anche importanti testi che sostenevano il ruolo dei pittori nelle lotte dei lavoratori. Va da sé che il suo primo collezionismo gravitava primariamente su chi credeva in quegli ideali. Questo taglio militante nel suo collezionismo secondo me è rimasto anche più avanti. Parlo di militanti della visione, attratti dalla densità dei suoi rimandi iconografici e dalla coerenza di un pensiero figurativo che non ha mai ceduto al compiacimento. Zigaina non è fatto per arredare il soggiorno e il suo non è il collezionismo che cerca il quadro da mettere dietro il divano. Credo piuttosto che nel corso dei decenni Zigaina abbia attratto intellettuali inquieti, professionisti sensibili alla dialettica tra forma e ideologia, politici, giornalisti, editori, affascinati dalla sua capacità di farsi interprete di un Friuli duro e poetico, intriso di memoria e insieme aperto a visioni colte e internazionali.
Negli anni della sua più stretta vicinanza a Pasolini, la sua opera incontrava collezionisti attratti da una pittura “scritta”, pensata, quasi letteraria, capace di raccogliere e trasformare in segno la tensione tra realtà e sogno, sacro e profano, autobiografia e storia. In epoche più recenti, soprattutto con la rilettura critica del suo percorso simbolico e alchemico, Zigaina è stato riscoperto anche da un collezionismo più sofisticato e transgenerazionale, spesso legato al mondo delle gallerie di ricerca o dell’editoria d’arte.
C’è un collezionismo internazionale di Zigaina o solo italiano?
Nonostante Zigaina abbia avuto contatti importanti con gallerie straniere, sia presente in musei fuori d’Italia e abbia esposto parecchio in campo grafico tra Germania, Austria e Francia, il suo collezionismo fuori d’Italia è ancora di nicchia. Qualcosa però si muove perchè la presenza delle sue opere in aste e piattaforme online estere è crescente, come crescente è l’interesse verso di lui in generale.
Acquistare oggi un’opera di Zigaina è un’operazione di investimento o di valore storico?
Sul mercato, Zigaina è ancora sottovalutato rispetto alla profondità e coerenza del suo percorso. Sappiamo bene come il valore delle sue opere sia sceso in questi ultimi 10 anni, cosa accaduta del resto a molti artisti di rilievo che un tempo avevano quotazioni importanti. Questo significa che acquistare un’opera sua oggi può diventare interessante perché la cifra necessaria è molto bassa mentre il suo riconoscimento critico è in crescita. L’interesse degli studi attorno alla sua figura, il legame sempre più studiato con Pasolini e l’attualità delle sue tematiche – morte, memoria, paesaggio, pace – lo rendono un autore probabilmente destinato a un rilancio.
Ma se mi chiedi se è un autore che valga la pena comprare e rivendere per guadagno ti rispondo di no. Credo piuttosto che acquistare Zigaina sia un investimento culturale perché significa sostenere un artista che ha saputo coniugare impegno civile e ricerca formale, offrendo una visione profonda e personale della storia e dell’umanità. Si tratta anche di un gesto di memoria perché collezionare Zigaina significa valorizzare l’opera di un protagonista del Novecento italiano, contribuendo alla diffusione della sua eredità artistica.
In sostanza credo sia un gesto intelligente perchè vuol dire far proprio con una spesa assolutamente contenuta un grande artista, tanto più in un tempo come il nostro: in questa superficialità dilagante Zigaina ha il sapore della radice profonda e unisce un impianto etico a una alta qualità formale e professionale. Se mi chiedi se acquistare Zigaina sia un’operazione di valore economico o storico io direi che è un’operazione di valore tout court.
GIUSEPPE ZIGAINA (Cervignano del Friuli 1924- Palmanova 2015)

Esordisce giovanissimo nel mondo dell’arte che lo vede appena venticinquattrenne nel 1948 alla XXIV Biennale Internazionale d’arte di Venezia. La sua pittura contraddistinta dal marcato impegno civile, si fa nel tempo portatrice di una visione esistenziale capace dei più profondi temi umani acutamente analizzati in rapporto alla storia, al territorio, alla memoria, al sogno. Pittore, ma anche disegnatore e incisore, scrittore, regista e scenografo, Zigaina lavora nel cinema a fianco di Pier Paolo Pasolini con cui stringe un sodalizio intellettuale che dalla gioventù dura oltre la tragica morte dell’amico, morte di cui elabora una teoria che formula in 7 libri che rappresentano uno degli importanti lavori dell’artista. Alla sua opera si sono dedicati i massimi critici italiani e le sue opere sono presenti in numerose istituzioni italiane e straniere.
- Zigaina. Opere 1942-2009, catalogo della mostra, Villa Manin, Passariano di Codroipo 21 marzo-30 agosto 2009, p.262.
http://www.civicimuseiudine.it
http://www.centro studipierpaolopasolinicasarsa.it
Eliana Bevilacqua
Martina Gecchelin
